Festa della Cicerchia

Dettagli

Tipologia:
Sagre/Eventi
Enogastronomici
Data:
Dal 25/11/2016 al 27/11/2016
Indirizzo:
Centro storico - Serra de' Conti - Ancona
Sito web:
Ingresso:
gratuito
Telefono:
+39 340 8505381
Codice evento:
20264
Voti
2016
12
2.9
Rating:
Attenzione: non è possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine
Regolamento: http://www.italive.it/regolamento

 

Hai mai mangiato la cicerchia dentro ad una scodella fatta con il pane, oppure hai mai assistito al falò in piazza... o ti sei mai rintanato in una vecchia cantina a ber vino di visciole? Tutto questo accade a Serra de' Conti dal 25 al 27 novembre!

 

La regina dei legumi poveri è lì, pronta a riappropriarsi del suo scettro e ad accogliere schiere di sudditi fedeli: è la cicerchia, attraverso la quale Serra de’ Conti ha deciso di raccontare le radici della propria cultura contadina, ancora più viva che mai. E così anche quest’anno, dal 25 al 27 novembre, torna nel paese in provincia di Ancona l’appuntamento con la “Festa della cicerchia”, giunta alla ventesima edizione.

Nello splendido centro storico di impianto duecentesco racchiuso da una cinta muraria spezzata da dieci torrioni - uno dei gioielli meglio conservati di tutte le Marche - prenderà vita una manifestazione che fonde sapientemente cultura del cibo, sereno benessere, momenti di riflessione sulla biodiversità nell’agroalimentare e gioiosa convivialità. Ma al centro di tutto resterà una piccola delizia che per tanti secoli ha ricoperto un ruolo fondamentale nella cultura alimentare delle campagne marchigiane; divenuta oggi simbolo della centralità della terra ed elemento di identità delle terre del Verdicchio, fino a pochi anni fa la cicerchia era considerata un legume in via di estinzione.

E’ stata la tenacia degli agricoltori di Serra de’ Conti a permettere la salvaguardia e la valorizzazione di un prodotto originario del Medio Oriente, già apprezzato dai Greci, che fu conosciuto e ampiamente utilizzato dagli Antichi Romani che la chiamavano “cicerula”. Nelle Marche, la cicerchia si semina tradizionalmente nel “giorno cento” dell’anno, ovvero all’inizio di aprile: un tempo, averla in dispensa costituiva una garanzia per l’imminente inverno perché ha un buon rapporto proteico - superiore del 30% a quelle dei ceci, del pisello e della lenticchia – ha pochi grassi e molti amidi.

E a sorprendere ancora ai giorni nostri sono la sua versatilità in cucina e il gusto che riesce a regalare a moltissime ricette. Specialità da assaggiare, dal 25 al 27 novembre, nelle antiche cantine, nelle grotte, nelle locande e nelle osterie di Serra de’ Conti, che proporranno piatti a base di cicerchia e non solo: in tavola ci sarà tutto il meglio della tradizione marchigiana come zuppe, maltagliati, vincisgrassi, passatelli, pancotto, cresce di polenta, trippa alla canapina, scottiglia di cinghiale, coratellina d’agnello, fave in potacchio, guanciale saltato con aceto e salvia, ciambellone, vino di visciola, caldarroste e lupini, in un tripudio di colori e sapori, tutti da vedere, assaporare e condividere con ottime bottiglie di Verdicchio del territorio. Non mancheranno produttori provenienti dalle zone terremotate delle Marche, mentre l’artigianato tradizionale metterà in mostra lavori in legno e in vimini, pizzi e merletti, cucito e ricami, terrecotte e lavorazioni in vetro insieme ai prodotti gastronomici degli “agricoltori custodi”, dalla cipolla di Suasa alla favetta di Fratterosa, dai legumi di Appignano al miele, dalle tisane alle confetture, dal vino all’olio di oliva.

Anche in questa edizione ci sarà spazio per un ospite d’onore: la Regione Calabria porterà in questo angolo delle Marche alcune delle sue delizie più note, mentre il ricco programma di eventi e intrattenimenti vedrà protagonisti artisti di strada, stornellatori e cantastorie che sfileranno per le vie del centro e si esibiranno agli angoli delle piazze. Per tre giorni, insomma, la “Festa della cicerchia” legherà storie e sapori, riportando alla memoria i valori del mondo contadino, facendo incontrare produttori locali con produttori di altre regioni in un clima gioioso tra le vie e i vicoli medievali, con l’obbiettivo di salvaguardare i prodotti locali a rischio di estinzione e promuovere le produzioni pulite e rispettose dell’ambiente.


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