Y Kimono Now perché kimono oggi

Dettagli

Tipologia:
Mostre/Mercati e Fiere
Data:
Dal 23/07/2017 al 05/11/2017
Indirizzo:
Filatoio di Caraglio – Via Giacomo Matteotti - Caraglio - Cuneo
Orario:
giovedì-sabato 14.30-19.00 - domenica e festivi 10.00-19.00
Telefono:
0171 618300
Codice evento:
24244
Voti
2017
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Il Filatoio di Caraglio, il più antico setificio in Europa ancora esistente, l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda.

Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la bellezza dei kimono e ci parla del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che a fine Ottocento conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo, influenzando, tra gli altri, Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, fino a Mondrian e Maria Lai, continua ancora oggi a ispirare artisti, fra i quali Takashi Murakami ed il giovane Yoshiyasu Tamura. Il kimono è anche un archetipo per fashion designer come Issey Miyake e Rei Kawakubo, per il kimono designer Shinobu Baba che li disegna adattandoli al corso del tempo, e contagia positivamente  la produzione di grafica e cinematografica contemporanea.
“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni… È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”. 
 

La prima sala, dedicata alle stagioni, ripercorre il ciclo della natura che nella cultura giapponese è sorgente generosa e misteriosa della vita, nella quale l’uomo deve vivere in armonia essendone parte integrante. Questa visione della natura è stata interiorizzata nel decoro del kimono, nel quale gli elementi naturali sono dunque predominanti e formano un codice simbolico, ma anche una sorta di almanacco spontaneo derivato dalla continua osservazione di segni naturali.  Le fasi lunari, lo sbocciare di una pianta, il risveglio delle formiche, la rugiada notturna, fiori, foglie e animali danno vita ad un vero e proprio racconto in stoffa di quello che il poeta Kenk? nel XIII secolo descrisse come “la struggente bellezza del mondo”, una bellezza del tutto naturale, espressa nella tintura e nella decorazione dei kimono, testimoni tangibili della stessa antichissima tradizione.


Nella seconda sala, dedicata al paesaggio, le fodere interne di alcuni kimono rivelano la meraviglia nascosta di dettagliati dipinti a china, testimonianze rare perché lo stesso inchiostro nel tempo provoca sovente la polverizzazione della seta. Accanto ai significati benaugurali e poetici, la rappresentazione dei paesaggi si rifà a racconti e miti della letteratura classica e, ad introdurre la sala, sarà proprio la letteratura. Nelle vecchie scritture, nelle poesie, nelle canzoni tradizionali si ritrovano infatti tracce di un mondo rurale leggendario, trasformato nel tempo in modello canonico e in segni per l’arte e il decoro.


La terza sala, dominata da fluttuanti sfumature di indaco, è dedicata all’acqua, elemento vitale per il Giappone, arcipelago di quasi 7.000 isole circondate da un mare tranquillo o tempestoso, punteggiate di fiumi, laghi e sorgenti calde, colpite da piogge estive e incredibili nevicate. Gli abitanti di questo paese insulare hanno da sempre coltivato enorme rispetto per questo elemento naturale cui la storia, la religione, la filosofia giapponesi attribuiscono una forte valenza simbolica: l’elemento acqua, da cui si sprigiona una potente forza creatrice, è un culto oggetto di pratiche rituali e, naturalmente, soggetto privilegiato per l’arte e il decoro.


L’ultima sala suggerisce le infinite implicazioni esistenti fra il kimono, l’arte e la moda attraverso dettagli di colore, forme geometriche, grafiche, logo e decori, volumi e spazi del corpo. Il kimono infatti è riuscito a regalare spunti espressivi a moltissimi artisti occidentali dalla fine del 1800 ai giorni nostri e continua ad influenzare i creativi in Giappone e nel mondo. Il confine fra arte e kimono è molto sottile e, per raccontare questi due mondi paralleli, ai kimono saranno accostate immagini, suggestioni, sfilate. Anche la struttura del kimono che non esalta le forme, ma le nasconde con grazia, detta ancora oggi le sue leggi per avvolgere il corpo e viene indagata e attualizzata dai grandi maestri del fashion nipponico come Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo di Comme des Garçons la cui estetica, in mostra proprio in questi mesi al MET di New York, ha ormai innumerevoli seguaci. Immagini e video di sfilate suggeriranno stimolanti relazioni e reciproche influenze.
I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taish? (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Sh?wa (1926/1945).
 


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