Rocco E I Suoi Fratelli

Dettagli

Tipologia:
Mostre/Mercati e Fiere
Data:
Dal 19/02/2017 al 31/03/2017
Indirizzo:
Milano
Codice evento:
21375
Voti
2017
11
3.2
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Dal 19 febbraio al 31 marzo 2017 presso il Foyer del Cinema Spazio Oberdan di Milano, sarà allestita la seconda delle sette mostre fotografiche di Cineteca70 previste nel corso del 2017, dedicata alle foto dal set del film Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti del 1960.

La vernice della mostra fotografica è prevista domenica 19 febbraio alle ore 13, al termine della proiezione del film Rocco e i suoi fratelli. A seguire aperitivo per tutti i presenti.

Il 1960 è stato un anno magico per il cinema, e non solo per essere stato l’anno de La dolce vita. Il milanese Luchino Visconti terminava infatti di girare, e presentava a Venezia, dove mancò di poco il Leone d’oro, uno dei titoli più noti e acclamati della sua filmografia, Rocco e i suoi fratelliTragica vicenda di disgregazione familiare e di perdizione su cui grava la mano del Fato, quasi un seguito ideale de La terra trema, a questo melodramma strutturato come una tragedia classica il regista imprime una dimensione atemporale ed epica, giocando su forti contrapposizioni narrative e su taglienti contrasti di luce.

La straordinaria narrazione viscontiana dell’odissea dei fratelli Parondi, sbalzati dalla natia Lucania alla civiltà urbana del Nord, la potenza espressiva e linguistica che trova assonanze col mito greco, le ambientazioni in una grigia e inospitale Milano fotografata da Giuseppe Rotunnoche gli valse il Nastro d’Argento (la stazione Centrale, Lambrate, Roserio, la Ghisolfa, un Idroscalo ricreato per mancati permessi a Latina…) rivivono nelle foto di scena del film.

Giovanna Calvenzi, studiosa e docente di fotografia contemporanea, ha selezionato quaranta scatti del capolavoro di Visconti tra i circa duecento conservati presso l’archivio della fototeca di Fondazione Cineteca Italiana.

Gli autori (in prevalenza grandi professionisti come Paul Ronald e Giovan Battista Poletto), adeguandosi alle scelte formali del direttore della fotografia, imprigionano gli istanti in cui si condensa il significato di un’intera scena, magari non presente poi nel montaggio finale; il loro lavoro tuttavia è prezioso perché documenta il ‘farsi’ del film, in una galleria di volti, sguardi, posture, ambienti, che possono essere riproduzioni fedeli delle scene o istantanee del backstage, dove sempre entra in gioco la loro personale sensibilità. Chi le guarda ritroverà negli sguardi tra Rocco e Nadia, o nella violenza di Simone su Nadia, alcuni dei momenti più emozionanti del film, dramma dei sentimenti prima che sociale, e l’anonimo grigiore delle case popolari, la povertà dignitosa dei vestiti e degli ambienti domestici; mentre sembra di sentire l’odore dei treni alla stazione di Milano, o l’afrore del ring e della disadorna palestra dove i fratelli Parondi cercano facili guadagni, o occasione di riscatto ed espiazione.


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