Livorno Contemporanea ed. 2016

Dettagli

Tipologia:
Mostre/Mercati e Fiere
Data:
Dal 19/11/2016 al 30/11/2016
Indirizzo:
GAMeC CentroArteModerna - Lungarno Mediceo,26 - Pisa
Telefono:
339 3961536 - 393 3225221
Codice evento:
20151
Voti
2016
13
3.6
Rating:
Attenzione: non è possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine
Regolamento: http://www.italive.it/regolamento

Si inaugura Sabato 19 Novembre 2016 alle ore 17,30 presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa  (sul Lungarno Mediceo al numero 26) la mostra "LIVORNO Contemporanea ed. 2016", curata  e ordinata da Massimiliano Sbrana, che ospiterà  a Pisa, inserita nel progetto "Itinerari Artistici d'Italia", le opere di 3  noti ed apprezzati artisti livornesi : Stefano Ballantini, Antonio Pappalardo e Renzo  Sbolci

> Stefano Ballantini nato a Gabbro (LI) nel 1958, fin da ragazzo coltiva la passione per la pittura. Passione che verrà alimentata anche dalla suggestione della storia dei macchiaioli che in quella zona della Toscana ha avuto un certo peso. Nelle sue opere infatti la visione sentimentale di una campagna nell’evolversi delle stagioni è un’armonia ovattata avulsa da qualunque volgare intrusione umana, serrata in una sorta di poetico abbandono che conosce rovelli malinconici, inquietudini destinate a vorticare incerte oltre le disillusioni quotidiane.

> Antonio Pappalardo nasce nel 1948 a Cetara sulla Costiera Amalfitana e dal 1975 risiede a Livorno. La sua pittura rappresenta decisamente la strada della non rappresentazione della realtà in cui il colore è strumento principale. Un colore materia a volte intenso e clamoroso, altre volte delicato e suadente, in ogni caso sempre capace di risonanze evocative. Nelle sue opere vive la testimonianza di una pittura mai stanca ma anzi dinamica, capace di definire uno spazio privato di intensi ed autentici attimi di poesia visiva.

> Renzo Sbolci nato a Montenero (LI) nel 1947, la sua ricerca artistica inizia negli anni ottanta; agli inizi del 2000 abbandona definitivamente la tela per lavorare con il legno che gli permetteva di creare opere di maggior spessore (quasi sculture bidimensionali) e dove poteva indagare anche sul gioco del pieno e del vuoto. Gli intagli allora sono come le tessere del Mosaico della Vita, sono i segni di un grafismo psico-analitico che dal sub-conscio si muove verso il pre-conscio e l'inconscio. 


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