Requiem di Terezin

Dettagli

Tipologia:
Cultura/Musica e Spettacolo
Data:
29/01/2017
Indirizzo:
Teatro Verdi - Monte San Savino - Arezzo
Codice evento:
21075
Voti
2017
29
3.3
Rating:
Attenzione: non è possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine
Regolamento: http://www.italive.it/regolamento

Terezìn, in tedesco Theresienstadt, città-fortezza prussiana della fine del XVIII secolo,  nel 1941 fu destinata a campo di concentramento per gli ebrei europei, in attesa di essere trasferiti ai campi di sterminio. In particolare lì fu internato il fior fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei,pittori, scrittori,musicisti, attori.
Terezìn fu un caso unico di resistenza in un campo di concentramento organizzata e condotta con le uniche armi a loro possibili "l’intelligenza e la forza morale, com’è testimoniato dal museo delle opere d’arte realizzate in quel periodo".
Nel 1944 Terezìn fu scelta per la "grande finzione": mostrarla al mondo  come campo di concentramento modello, come una città protetta dove si poteva vivere normalmente!
Campo dove erano permesse attività artistiche, sportive, lavori di orticultura, officine per lavorazioni artigianali.
Tutto finalizzato alla visita richiesta dalla Croce Rossa Danese e successivamente utilizzata come  set per il film di propaganda "IL FUHRER dona una città agli ebrei" con regia di Kurt Gerron e altri operatori ebrei.
Nello stesso periodo il direttore di orchestra boemo, Rafael Schachter detto Rafik, internato a Terezìn, decide di rappresentare il Requiem di Verdi pur potendo disporre solo di un vecchio pianoforte, di un violoncello, di alcuni violini e di una sola partitura del’opera del compositore italiano, ma di tanti musicisti e coristi  internati nel ghetto.
Scelta non compresa e contestata dalla comunità "Pazzi- dicevano molti dubbiosi – Mettono a repentaglio la loro vita e vedrete che la sconteranno tutti, qui nel ghetto e fuori". Ma Schachter ribatteva: Il Requiem di Verdi, musica italiana, testo latino medioevale, antichissima preghiera cattolica…Il Requiem studiato e diretto da un ateo, il Requiem in un campo di concentramento nazista, questa era l’idea! Nessun compositore ha mai affrontato il Requiem alla leggera…e rappresenta una grave responsabilità per il direttore di orchestra.
Nella interpretazione di Schachter l’opera di Verdi non è rivolta agli ebrei ma è un urlo di speranza e  di liberazione, un urlo contro i nazisti quando incredibilmente hanno l’occasione di rappresentarlo avendo come spettatori Eichmann e altre massime autorità naziste in visita a Terezìn.
"Libera me" squillano le voci del coro…"Libera me" tempesta l’orchestra…"Libera nos!" tuona nel finale il possente coro.
Per un breve periodo questi musicisti hanno creduto e sperato di potersi salvare, sperando che la sconfitta della Germania avvenisse prima del loro trasferimento ad Auschwitz.
Josef Bor, autore del libro "Il Requiem di Terezin" fu internato a Terezìn nel giugno del 1942, fu uno dei pochissimi sopravvissuti di quel gruppo.


Calcola il percorso per raggiungere l'evento

Mappa

Percorso

  • http://www.autostrade.it
  • http://www.coldiretti.it
  • http://www.codacons.it
  • http://www.markonet.it