Studio visit incontri, visioni, conversazioni su arte e politica

Dettagli

Tipologia:
Cultura/Musica e Spettacolo
Data:
Dal 01/10/2016 al 16/10/2016
Indirizzo:
Corso Italia 105 - San Giovanni Valdarno - Arezzo
Orario:
feriali 15-19, festivi 10-12 / 15-19
Ingresso:
gratuito
Telefono:
055 9126283
Codice evento:
19292
Voti
2016
23
3.0
Rating:
Attenzione: non è possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine
Regolamento: http://www.italive.it/regolamento

Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea è lieta di presentare studio visit incontri, visioni, conversazioni su arte e politica un progetto a cura di Pietro Gaglianò ospitato negli spazi di Casa Giovanni Mannozzi (Corso Iitalia, 105).

studio visit intende far incontrare il pubblico con il lavoro di artisti di recente generazione il cui linguaggio si declina in larga parte lungo interventi nello spazio pubblico, con progetti incentrati sulla processualità, sulle relazioni, sul rapporto con le comunità. studio visit è uno strumento per il dialogo tra l‘istituzione, i giovani artisti e il pubblico per la visione di percorsi e propositi in via di definizione: non una mostra di formato tradizionale, ma un dialogo aperto come la consultazione di un portfolio o come uno studio visit, ma portando lo spazio privato della creazione in altri luoghi.

Le inaugurazioni di sabato 1 ottobre e 22 ottobre vogliono essere momenti di scambio e di discussione e ogni appuntamento sarà caratterizzato da una breve conversazione tra il curatore, Pietro Gaglianò, e gli artisti invitati.

Protagonisti del primo incontro sono Stefano Giuri (1991) e Francesco Nordio (1989). Stefano Giuri si è formato presso l' Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 2015 fa parte del progetto di arte pubblica “Spazi Docili”. Nella sua ricerca analizza le connessioni e i rapporti tra i concetti dello spazio pubblico e privato, tra la memoria collettiva e individuale, per affrontare, attraverso di essi, problematiche sociali attuali legate ai luoghi in cui opera.

Francesco Nordio attualmente ricopre il ruolo di Professore Assistente presso il laboratorio di Arti Visive di Agnes Kohlmeyer all'Università IUAV di Venezia. La sua pratica non si focalizza sulla produzione di opere d'arte quanto piuttosto sul compiere operazioni culturali che lavorino concretamente su e con l’ideologia e la realta?.

Da sabato 22 ottobre a domenica 6 novembre sarà invece possibile approfondire la pratica artistica di Marina Arienzale (1984) e Jacopo Rinaldi. Marina Arienzale ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze, laureandosi in pittura, e dopo un periodo di lavoro all'estero si è diplomata in fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni. Nello stesso periodo ha costituito il collettivo fotografico Groomingphoto che nel 2016 è risultato vincitore del premio Giovanni Tabò e tra i finalisti del Premio Marco Pesaresi.

I progetti più recenti di Jacopo Rinaldi indagano la relazione tra la memoria e l'architettura e coinvolgono i concetti di tempo, spazio e memoria. Gli archivi, i data center e i data bunker sono i soggetti di questa ricerca. Nella sua pratica artistica cerca di lasciar convergere diversi media e linguaggi in modo da trovare una connessione capace di sviluppare un punto di vista critico.

In occasione dell'inaugurazione della seconda tappa del progetto, sabato 22 ottobre alle ore 18:30 in Palazzo d'Arnolfo, si terrà una conversazione tra Cecilia Guida, direttrice dell’Ufficio Educazione e curatrice del programma UNIDEE-Università delle Idee di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, e Pietro Gaglianò sul rapporto dell’arte nella sfera pubblica, durante la quale verrà presentato il libro “Memento. L’ossessione del visibile”, di cui è autore, dedicato alle estetiche del potere e alle pratiche di contro-narrazione dell’arte (Postmediabooks, 2016).

 

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